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I motivi per cui visitare la Sardegna non mancano e l'isola resta una destinazione ambitissima perché:

  •          il paesaggio è vario, quasi quanto quello che troverete girando un grande continente;
  •          la circolazione veicolare è generalmente modesta, quasi quanto quella che si trova in una strada chiusa al traffico;
  •          le strade asfaltate sono lisce, per il tipo di asfalto impiegato nei nostri climi e per la poca circolazione di veicoli pesanti; quelle bianche sono diffuse e ben interconnesse, mai vietate da normative locali;
  •          la cucina sarda è semplice per tradizione; le materie prime sono genuine ed a Km0, ricercate come accade solo nei luoghi in cui l'industria superestensiva è limitata e le poche genti sono diffuse su un grande territorio agricolo;
  •          il vino è sempre più un capolavoro: con una moltitudine di piccole e grandi cantine che si sfidano nel trasformare i preziosi vitigni autoctoni;
  •          la gente è autentica, unica come la lingua che parla e l'identità che conserva da millenni;
  •          le tradizioni sono mantenute orgogliosamente vive, simbolo e baluardo della propria cultura, apprezzate come essenza stessa della propria identità e condivise tra le generazioni;
  •          la storia misteriosa la regalano i nostri avi, i millenari nuragici, che vissero prima degli egizi, sviluppando le colossali opere che ci circondano in ogni angolo dell'isola, ma senza lasciare traccia scritta a fugare leggende ed interpretazioni;
  •          offre un mare unico al mondo, vario per colori e morfologia costiera, eccezionalmente incontaminato ed isolato delle urbanizzazioni, ricco di specie vegetali ed animali;
  •          offre un'area montana interna sempre sorprendente, per le pareti dolomitiche come per le grandi pianure, per le aree collinari a grano e le grandi arre boscate.

 

Morfologia

La Sardegna è certamente una regione ricchissima di peculiarità ambientali e paesaggistiche, non soltanto a causa delle sue grandi dimensioni territoriali (oltre 24.000 kmq), ma soprattutto per la sua storia geologica e per la sua scarsa antropizzazione. Posta al centro del Mediterraneo occidentale, dista tra i 120 ed i 190 Km sia dalla penisola italiana che dal nord Africa. Ha grandi superfici disabitate e cime montuose che raramente superano i 1.000 metri, con la punta interna più alta (Punta la Marmora, nel massiccio del Gennargentu) che di poco supera i 1.800 metri. La quota media del rilievo è di 380 m sul livello del mare. L’impressione che mediamente rimane al visitatore, è di una morfologia collinare. In realtà, la regione presenta notevoli aspetti più strettamente montani, sebbene solo raramente di tipo alpino. Infatti, gli antichi rilievi montuosi Sardi sono stati addolciti da processi erosivi e le principali creste rocciose, sono frutto dell’erosione differenziale di limitrofi rocce di differente origine e coerenza. Per questo, nei rilievi costituiti da rocce scistose, più facilmente erodibili, prevalgono le cime arrotondate, come nei rilievi del Gennargentu e del Sulcis-Iglesiente, mentre nelle zone di affioramento del batolite granitico, come in Gallura e nel Sarrabus, le forme sono molto più accidentate e tafonate, sino a formare forme scultoree stupefacenti. Nella parte centro-orientale dell'isola troviamo i cosiddetti tacchi dell'Ogliastra, veri e propri blocchi dolomitici che formano pareti a strapiombo (max 100mt).

Viabilità

Lo sviluppo complessivo della rete stradale regionale è di 8.454 km, composta da 3.002 km di strade statali, da 5.452 km di strade provinciali e 3.981 km costituiti da strade comunali extraurbane. Non sono presenti tronchi autostradali. Questa rete di strade si è reso necessario per garantire la raggiungibilità di questa grande isola (24.00Kmq), più che per il carico antropico residente. Ne consegue una bassissima circolazione di veicoli a motore ed una mediamente buona condizione del manto d’asfalto. Va certamente evidenziata anche la fitta rete di strade bianche e di carrarecce, spesso originate nel passato per sfruttamenti di aree interne (coltivazioni minerarie, cantieri di forestazione, bacini lacustri artificiali, valorizzazione fondiaria, bonifiche palustri, pastorizia, ecc.)  oggi in totale abbandono, quindi raramente percorse da veicoli a motore e particolarmente adatte alla percorrenza con mountain bike ed alcune tourer bike. Per queste ragioni, associate ovviamente alle peculiarità paesagistiche/culturali/enogastronomiche, nonché alla morfologia poco acclive ed al clima mite, le strade della Sardegna sono tanto ambite per la fruizione cicloturistica.

Clima

Il clima della Sardegna è tipicamente mediterraneo, caratterizzato da inverni miti ed estati calde. Indiscutibilmente definibile “turistico”, con almeno 300 giorni l’anno in cui non piove e almeno 200 giorni di cielo terso (si stimano 2.500h di insolazione in media). In autunno il bel tempo dura fino a metà novembre (estate di S.Martino). Durante l’inverno (da fine dicembre, a gennaio), le condizioni meteorologiche determinano spesso un periodo asciutto (le secche, con sole anche per 15 giorni), cui fa seguito un breve periodo di febbraio con meteo avverso (freddo, ma raramente sotto lo zero) con precipitazioni nevose in quota (i giorni della merla). Dalla metà di marzo si è decisamente in primavera, ed aprile comincia ad essere piacevolmente caldo. D’estate, lungo le coste è sempre presente il fresco vento dominante (maestrale) e le più alte temperature raggiunte dalle zone di pianura e di collina, si mitigano nuovamente solo nei paesi montani. Le località più calde in inverno si trovano lungo le coste, soprattutto quelle a riparo dal maestrale ed esposte a sud/est. Come stagionalità, per quanto non metereologica, per gli appassionati di mountain bike, va citato il periodo dal 15/09 al 15/04, in cui ogni giovedì e domenica è aperta la caccia. Riassumendo, possiamo dire che ad eccezione del mese di febbraio (perché ovunque freddo e piovoso), e luglio-agosto (perché caldo, salvo alcuni tratti sul mare), tutto l’anno vale la pena di pedalare in Sardegna.